Nei primi nove mesi del 2025 la produzione industriale del comparto dell’illuminazione ha registrato una flessione dell’8,4% così come il fatturato è calato del 5,5%.
Questa la fotografia scattata da Anie nel report realizzato per Assil (l’associazione che conta circa 90 imprese associate (con un fatturato globale complessivo di circa 2,1 miliardi di euro) che descrive lo scenario dell’industria italiana dell’illuminazione.
Per quanto riguarda i mercati esteri, nel 2024, l’Italia si conferma al 9° posto tra gli esportatori mondiali di illuminotecnica e al 2° nell’UE, con vendite estere vicine ai 2 miliardi di euro e un trend di lieve crescita nel lungo periodo. Tuttavia, il primo semestre 2025 registra una contrazione superiore al 7%.
Secondo le stime di ExportPlanning, nel 2025 le esportazioni italiane di illuminotecnica dovrebbero ridursi di circa il 3% a valori correnti.
Dal 2026 è atteso invece un ritorno alla crescita, con un progressivo rafforzamento dei ritmi di espansione.
Considerando questo scenario Assil, ha realizzato una survey per indagare presso le proprie aziende associate come affrontare questa congiuntura non troppo favorevole.

Comandini, presidente di Assil
«Le nostre imprese guardano ai prossimi tre anni con un atteggiamento di prudenza sul quadro economico generale, ma con un moderato ottimismo verso i mercati interno ed estero (oltre il 50% degli associati ritiene che l’export continui a rappresentare un pilastro per la crescita del settore)», afferma Carlo Comandini, presidente di Assil. «Da questa combinazione nasce un contesto in cui sfide e opportunità si intrecciano e delineano le traiettorie evolutive del settore».
Sul fronte delle criticità, le aziende segnalano la crescente pressione sui prezzi e la preferenza del mercato per prodotti economici, soprattutto nel residenziale e nella GDO.
La concorrenza internazionale nel segmento dei Led standard e dei prodotti a basso costo comprime i margini e mette in difficoltà i produttori che puntano su qualità, design e durata, elementi spesso non riconosciuti dal mercato nel loro valore lungo l’intero ciclo di vita. A ciò si aggiunge la sfida della digitalizzazione: un processo ritenuto indispensabile ma impegnativo, che richiede nuove competenze, investimenti continui in R&D.
Accanto alle sfide emergono anche opportunità concrete. «La digitalizzazione e lo smart lighting rappresentano i fronti più promettenti» prosegue Comandini. «Cresce la domanda di sistemi intelligenti di controllo, soluzioni per l’efficienza energetica, building automation e applicazioni avanzate come l’illuminazione adattiva e l’Human Centric Lighting. Le imprese vedono in questo ambito non solo un vantaggio competitivo, ma un nuovo mercato da presidiare attraverso l’integrazione di hardware, software e servizi. Un’altra leva strategica è l’apertura a nuovi mercati internazionali. L’export continua a offrire prospettive di crescita, grazie alla domanda globale per prodotti di qualità e design italiani e alle opportunità nei mercati extra-UE ad alto potenziale, come Nord America, Medio Oriente e Far East. Per molte aziende, rafforzare la presenza estera attraverso partnership e reti commerciali è una condizione essenziale per sostenere lo sviluppo futuro».



