La pubblicazione delle graduatorie della Misura M7-I17 del PNRR dedicate alla riqualificazione energetica dell’edilizia residenziale pubblica segna una tappa importante per il percorso di decarbonizzazione del patrimonio immobiliare pubblico italiano.
di Francesco Ricciardi (Vicepresidente di Assesco)

Francesco Ricciardi, vicepresidente di Assoesco
Le risorse disponibili risultano ormai integralmente impegnate e consentiranno la realizzazione di interventi di riqualificazione energetica su oltre 25.000 alloggi e più di 800 edifici di edilizia residenziale pubblica. Si tratta di un risultato particolarmente significativo, non solo per la dimensione degli investimenti attivati, ma anche per l’impatto sociale che tali interventi avranno sulle famiglie che vivono negli alloggi ERP, contribuendo alla riduzione dei consumi energetici, delle bollette e delle emissioni climalteranti.
LE POTENZIALITÀ DELLE ESCO
Uno dei dati più significativi che emerge da questa esperienza è tuttavia un altro: la straordinaria capacità delle ESCo di trasformare rapidamente le risorse pubbliche disponibili in progetti concreti e cantierabili.
La rapidissima saturazione del plafond ha infatti dimostrato come il mercato disponesse già di competenze, progettualità e capacità operative adeguate a mettere a terra interventi complessi in tempi estremamente ridotti. Dietro questo risultato vi è il lavoro svolto nell’ultimo anno dalle ESCo, che hanno affiancato gli enti gestori del patrimonio ERP nell’individuazione degli interventi, nella progettazione tecnico-economica e nell’accesso agli strumenti incentivanti.
Un ruolo che conferma quanto AssoESCo sostiene da tempo: le ESCo rappresentano uno dei principali abilitatori della transizione energetica, soprattutto nel settore pubblico, grazie alla loro capacità di integrare competenze tecniche, finanziarie e gestionali lungo l’intero ciclo degli interventi. Le Energy Service Company non si limitano infatti a realizzare opere di efficientamento, ma contribuiscono a strutturare investimenti sostenibili, garantire il raggiungimento delle prestazioni energetiche previste e ridurre il rischio operativo per le amministrazioni pubbliche.
Il forte livello di adesione alla misura (Su 286 richieste presentate, 124 sono state ammesse, 15 rigettate e 147 escluse per esaurimento delle risorse disponibili) dimostra inoltre che il fabbisogno di interventi sul patrimonio pubblico è ben superiore alle risorse attualmente disponibili. L’esaurimento dei fondi non deve quindi essere interpretato come un segnale di criticità della misura, quanto piuttosto come la conferma dell’esistenza di una domanda molto ampia di investimenti in efficienza energetica e riqualificazione edilizia. Proprio per questo motivo, AssoESCo ha più volte evidenziato la necessità di individuare nuove coperture finanziarie in grado di dare continuità alle progettualità già sviluppate dagli enti e dagli operatori del settore, nonché di sviluppare ulteriori progetti seguendo un iter solido e collaudato.
IL CONTO TERMICO 3.0
In questo contesto emerge con forza un tema centrale che, se non gestito tempestivamente, diventerà critico nei prossimi mesi: l’importanza di garantire la sostenibilità finanziaria delle iniziative attraverso il Conto Termico 3.0.
Tutti i progetti sviluppati nell’ambito della M7-I17 presentano infatti una forte integrazione con il Conto Termico, che rappresenta uno strumento fondamentale per garantire la sostenibilità economica e finanziaria degli interventi. Solo la complementarità tra i due meccanismi ha consentito di costruire piani economici sostenibili e di incrementare la capacità di investimento degli enti pubblici. L’Associazione ha spesso evidenziato come l’integrazione tra M7-I17 e Conto Termico costituisca un elemento essenziale per il successo delle iniziative di riqualificazione energetica nel settore pubblico. A tutela di tutte le parti coinvolte, l’effettivo avvio dei lavori non può avvenire senza la piena garanzia della disponibilità di tutte le risorse previste nei piani economico – finanziari.
Proprio per questo motivo, il successo della misura M7-I17 pone oggi una nuova sfida. Da una parte emerge la necessità di individuare ulteriori risorse per dare continuità agli interventi di riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica; dall’altra occorre evitare che l’elevata domanda generata dal mercato produca una rapida saturazione del plafond del Conto Termico.
AssoESCo ha già evidenziato alle istituzioni il rischio concreto che l’attuale plafond del Conto Termico possa rivelarsi insufficiente rispetto al volume di domande atteso nei prossimi anni. A determinare tale pressione contribuiranno sia le novità introdotte dal DM 7 agosto 2025 (c.d. “Conto Termico 3.0”), sia il significativo numero di progetti di riqualificazione energetica dell’edilizia residenziale pubblica finanziati attraverso la M7-I17, che faranno necessariamente ricorso al Conto Termico per completare la propria copertura finanziaria.
La questione assume una particolare rilevanza anche alla luce del fatto che numerosi contratti di rendimento energetico (EPC) sottoscritti tra ESCo ed enti gestori del patrimonio ERP prevedono specifiche clausole sospensive legate all’accesso all’incentivo. In assenza di adeguate garanzie sulla disponibilità delle risorse del Conto Termico, tali contratti rischiano pertanto di non produrre i propri effetti o di subire significativi rallentamenti nell’avvio degli interventi, compromettendo gli obiettivi di efficientamento energetico già programmati.
Per questa ragione è fondamentale valutare un rafforzamento strutturale del meccanismo, attraverso la previsione di una dotazione finanziaria aggiuntiva rispetto ai 900 milioni di euro attualmente previsti, dedicata esclusivamente ai progetti ERP sostenuti dalla M7-I17. In alternativa, qualora le risorse di una determinata annualità risultassero esaurite, potrebbe essere consentita la presentazione delle istanze a consuntivo e a prenotazione con accesso prioritario alle disponibilità dell’anno successivo, garantendo così continuità agli investimenti e certezza operativa agli enti pubblici e alle ESCo. In ogni caso riteniamo che l’eventuale ulteriore dotazione debba essere finanziata attraverso risorse pubbliche dedicate e non mediante il ricorso alle componenti tariffarie delle forniture di gas naturale, al fine di evitare ulteriori aggravi a carico degli utenti finali.
L’esperienza della M7-I17 dimostra che il mercato è pronto e che le ESCo dispongono delle competenze necessarie per accelerare la riqualificazione energetica del patrimonio pubblico. Il rischio, oggi, non è la mancanza di progetti o di operatori qualificati, ma la disponibilità di strumenti finanziari sufficientemente stabili e capienti per accompagnare questa trasformazione.
Per questo motivo, accanto alla positiva conclusione della prima fase della M7-I17, è necessario aprire una riflessione sul futuro degli strumenti incentivanti dedicati al settore pubblico e sul rafforzamento del Conto Termico, affinché il successo registrato oggi possa trasformarsi in una politica strutturale di lungo periodo capace di valorizzare il ruolo delle ESCo e di sostenere la transizione energetica del patrimonio edilizio pubblico nazionale.



