In occasione del convegno organizzato da RSE e dalla Struttura del Commissario Straordinario del Governo per la ricostruzione sisma 2016, con il patrocinio del Mase, sono stati presentati i primi risultati dell’analisi condotta su 30 casi studio relativi all’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) agli edifici storico-testimoniali pubblici.
Lo studio dimostra la concreta possibilità di integrare sostenibilità ambientale, tutela del patrimonio e ricostruzione, anche in contesti complessi e vincolati.
L’indagine, realizzata con il coinvolgimento di 18 stakeholder tra amministrazioni, progettisti e imprese, ha analizzato edifici distribuiti su gran parte del territorio nazionale, risalenti dal XIII al XX secolo. Oltre la metà dei casi (53%) è localizzata nei centri storici e presenta destinazioni d’uso pubbliche o amministrative, confermando la rilevanza del tema per il patrimonio pubblico.

All’evento da sinistra Marco Mari, Guido Castelli, Franco Cotana e Pietro Agrello
Tra i principali risultati emerge che l’applicazione dei CAM, pur complessa, può generare soluzioni replicabili in diversi contesti territoriali, capaci di coniugare sostenibilità, qualità progettuale e rispetto dei vincoli storico-architettonici. L’approccio metodologico “bottom-up”, basato su esperienze operative concrete, ha consentito di individuare criticità applicative ma anche di dimostrare come queste possano essere superate attraverso casi reali e buone pratiche.
Lo studio ha inoltre evidenziato come gli interventi di miglioramento sismico, restauro e riqualificazione energetica possano essere integrati efficacemente, contribuendo non solo alla sicurezza ma anche alla riduzione dell’impatto ambientale degli edifici storici.
I risultati rappresentano una base operativa per lo sviluppo di linee guida e strumenti utili alla pubblica amministrazione, con l’obiettivo di rendere sempre più applicabili i CAM edilizia – aggiornati con il decreto del 24 novembre 2025 – anche al patrimonio storico, favorendo una transizione sostenibile e diffusa del costruito nazionale.
«L’applicazione dei CAM al patrimonio storico rappresenta una sfida complessa ma necessaria, che richiede un forte coordinamento tra politiche ambientali, tutela e ricostruzione. I primi risultati dimostrano che è possibile sviluppare soluzioni replicabili nei diversi contesti territoriali, capaci di coniugare sostenibilità, qualità progettuale e rispetto dei vincoli storico-architettonici. In un territorio come l’Italia, ricco di edifici di pregio e con valenza testimoniale, lo studio condotto da RSE può generare ricadute importanti», ha dichiarato Franco Cotana, amministratore delegato di RSE.



