Regione Liguria: riapre il bando per la promozione della produzione di energia da fonti rinnovabili degli edifici pubblici

by Davide

Al via nuovamente il bando di Regione Liguria a sostegno della produzione di energia da fonti rinnovabili destinata a migliorare l’autonomia energetica degli edifici pubblici – ad uso pubblico – promuovendo la riduzione dei consumi e l’emissione di gas climalteranti.

Lo scorso 17 marzo era stata decretata la riapertura del bando la cui dotazione iniziale era di 20 milioni di euro.

La prima finestra, aperta dal 10 al 26 febbraio 2026, ha visto la presentazione di 25 progetti per una richiesta di contributo di 8 milioni e 258 mila euro.

L’obiettivo della nuova misura, che ha una dotazione di 9 milioni e 835mila euro, è quindi finanziare interventi che migliorino la prestazione energetica globale (su ciascun edificio o porzione) di almeno una classe, e che producano un risparmio di almeno il 30% dell’energia primaria.

L’apertura della finestra è dal 17 al 30 settembre 2026.

Per consultare la documentazione clicca qui

Possono accedere al bando della Regione Liguria le Province, la Città Metropolitana di Genova, i Comuni liguri con popolazione fino a 40mila abitanti (inclusi quelle delle Aree interne SNAI), le agenzie e le aziende regionali, le autorità di sistema portuale, gli enti parco e le camere di commercio.

Sono ammissibili le spese di coibentazione, sostituzione serramenti, realizzazione di pareti ventilate, rimozione e smaltimento amianto, realizzazione di giardini verticali o tetti verdi, opere per l’ottenimento di apporti termici gratuiti, acquisto e installazione di sistemi schermanti per il sole, ristrutturazione dell’impianto termico, del sistema di distribuzione, di regolazione ed eventuale contabilizzazione del calore (esclusi impianti termici alimentati a gas), acquisto e installazione di impianti solari termici o di altro impianto alimentato da fonte rinnovabile (solo per autoconsumo, nei limiti del 20%), installazione di sistemi e dispositivi per il controllo automatizzato e la telegestione dell’edificio, efficientamento del sistema di illuminazione o trasporto (es. ascensori o scale mobili interni o relativi alle pertinenze dell’edificio), realizzazione rete di teleriscaldamento per l’autoconsumo, diagnosi energetica dell’edificio, costi per certificazione APE dell’edificio (ex-post), spese tecniche varie nella misura massima del 10% (progettazione, contabilizzazione, direzione e assistenza ai lavori, collaudo dei lavori, coordinamento della sicurezza), costi indiretti dell’operazione fino al 7% dei costi ammissibili, consulenze specialistiche, indagini preliminari e studi ambientali strettamente necessari al progetto, IVA – qualora non recuperabile, obblighi informativi, importi liquidati dal beneficiario per sanare le inottemperanze contributive di un aggiudicatario di un contatto pubblico.

Ciascun soggetto può presentare una sola domanda di finanziamento che può contemplare più interventi.

Contributi a fondo perduto fino a un massimo di 1 milione di euro a domanda, con le seguenti distinzioni:

a) per le Province, la Città Metropolitana di Genova, i Comuni liguri fino a 40 mila abitanti -esclusi quelli inseriti nelle aree interne-, le agenzie regionali e le aziende pubbliche di servizi alla persona della Regione, le autorità di sistema portuale, gli enti parco, e le camere di commercio sono ammessi interventi per un minimo di 300 mila euro con contributi a fondo perduto fino al 70%;

b) per i Comuni appartenenti alle aree interne approvate e riconosciute dalla Strategia Nazionale Aree Interne e per i comuni con popolazione inferiore ai 2 mila abitanti sono ammessi interventi per un minimo di 100 mila euro con contributi a fondo perduto fino all’80%.

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