Matteo Risi (Osservatorio Smart City Politecnico Milano)

by Davide

Il mercato italiano delle Smart City ha superato la soglia simbolica del miliardo di euro, toccando nel 2024 quota 1,05 miliardi e confermando una crescita costante negli ultimi anni. A trainare sono soprattutto gli investimenti dei Comuni, sostenuti anche dalle risorse del PNRR, con nove amministrazioni su dieci pronte ad avviare nuovi progetti entro il 2026. Sicurezza urbana, servizi digitali e comunità energetiche guidano le priorità, mentre l’intelligenza artificiale si prepara a uscire dalla fase sperimentale. Ma tra ambizioni e realtà restano nodi strutturali: carenza di risorse, e modelli di governance adeguati. Ne abbiamo parlato con Matteo Risi, direttore dell’Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano.

Quanto vale oggi secondo le vostre statistiche il mercato italiano smart city?

«Il mercato italiano delle smart city è in continua crescita, spinto, in questi anni, anche dai finanziamenti del PNRR. Secondo i nostri dati, nel 2024 ha raggiunto un valore di 1,05 miliardi di euro, con una crescita del 5% rispetto al 2023. Questo trend positivo è costante da diversi anni: dai 730 milioni di euro del 2021 ai 905,9 milioni del 2022, fino a raggiungere 1 miliardo nel 2023 e, appunto, 1,05 miliardi nel 2024. È evidente che c’è un crescente interesse e investimento nelle tecnologie smart city da parte delle amministrazioni comunali italiane».

Dal vostro Osservatorio come sta crescendo questo interesse delle amministrazioni comunali verso i nuovi progetti per le città intelligenti?

«L’interesse delle amministrazioni comunali verso i nuovi progetti smart city sta appunto crescendo in modo significativo. Il 91% dei Comuni italiani intende investire in progetti Smart City nei prossimi due anni, con un incremento di 5 punti percentuali rispetto al 2023. Un dato interessante è legato a quanto cambi il livello di interesse segnalato dagli enti locali in base alle loro esperienze pregresse: tra i Comuni che già hanno avviato progetti di digitalizzazione del territorio, il 97% intende proseguire con nuove progettualità smart, un valore che scende all’83% per quanto riguarda invece i Comuni “neofiti”. Guardando alle aree su cui i Comuni prevedono di concentrare gli investimenti per il 2025, emergono alcune direzioni ben precise: sicurezza e sorveglianza (30%), servizi al cittadino (28%) e comunità energetiche rinnovabili (25%)».

Quali sono le criticità che le amministrazioni incontrano nell’adozione di progetti innovativi e che voi registrate in modo più frequente?

«Le amministrazioni comunali affrontano diverse sfide nell’adozione di progetti innovativi. La mancanza di risorse finanziarie è l’ostacolo più rilevante, con il 58% dei Comuni che segnala questa difficoltà. Anche la carenza di competenze tecniche è un problema, con il 48% dei Comuni che fatica a trovare personale con le competenze necessarie. Inoltre, la difficoltà nell’integrazione tra sistemi e la mancanza di chiarezza normativa sono state segnalate come sfide significative, insieme alla scarsa consapevolezza dei benefici che i progetti Smart City possono portare. Per superare queste sfide è fondamentale agire su più fronti.

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