Emilia-Romagna, rinnovabili: raggiunto l’85,58% della potenza installata prevista dal target Pniec

by Davide

La Regione Emilia-Romagna conferma il proprio ruolo di territorio trainante nella transizione energetica nazionale, ma chiede al Governo maggiore chiarezza normativa, investimenti sulla rete elettrica e tempi autorizzativi più coerenti per sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili.

È quanto ha ribadito il presidente della Regione, Michele de Pascale, che è intervenuto all’assemblea annuale di Confindustria a Roma, rilanciando anche l’appello del presidente degli industriali, Emanuele Orsini.

Secondo i dati Terna (aggiornati al 30 aprile 2026), la regione ha già raggiunto l’85,58% della potenza installata prevista dal target Pniec per il 2026, con circa 360 MW ancora da installare entro fine anno.

Crescono anche le richieste di connessione per nuovi impianti: complessivamente si parla di 8,5 GW, di cui circa 6 GW legati al fotovoltaico, 1,2 GW all’eolico onshore e altri 1,2 GW all’eolico offshore. Di questi, 2,3 GW sono già in fase autorizzativa.

De Pascale ha però denunciato le criticità legate alla saturazione della rete elettrica nazionale e all’incertezza normativa, che stanno rallentando investimenti e autorizzazioni, in particolare sull’eolico offshore. Restano inoltre aperti i nodi sulle Hydrogen Valleys finanziate dal PNRR, soprattutto per quanto riguarda gli incentivi alla produzione di idrogeno verde.

Nel frattempo la Regione si prepara ad avviare in Assemblea legislativa l’esame della legge sulle aree idonee per gli impianti da fonti rinnovabili. Il provvedimento punta a definire criteri chiari per favorire investimenti, autoconsumo energetico e tutela del territorio agricolo e paesaggistico.

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