Carlo Comandini confermato alla presidenza di Assil per il biennio 2026-2028

by Davide

Carlo Comandini (amministratore delegato di Vossloh-Schwabe Italia) è stato confermato presidente di Assil dall’assemblea dei soci per il biennio 2026-2028.

Insieme al presidente, l’assemblea ha confermato il consiglio direttivo per garantire la massima continuità istituzionale.

Sotto la guida di Comandini, l’associazione – che rappresenta oltre 90 aziende capaci di generare un fatturato globale di circa 2,1 miliardi di euro (pari a oltre il 68% del mercato nazionale) – consolida un posizionamento che va ben oltre la dimensione puramente tecnica dell’apparecchio, ponendosi come motore trainante di innovazione, sostenibilità e benessere per le persone.

«Ringrazio l’Assemblea per la fiducia rinnovata», ha dichiarato Carlo Comandini. «Il mercato ci chiede di essere pronti a gestire scenari complessi ed evoluzioni repentine. Il nostro obiettivo per il prossimo biennio è consolidare la centralità di ASSIL come interlocutore di riferimento per la transizione ecologica e digitale del settore. Metteremo a sistema il know-how delle nostre imprese per guidare una progettazione della luce che sappia unire le massime performance dell’innovazione smart alla sostenibilità ambientale e al benessere delle persone, valorizzando l’eccellenza delle nostre aziende nei mercati di tutto il mondo».

Il programma della presidenza Comandini per i prossimi due anni si sviluppa lungo un percorso di profonda evoluzione strategica, volto a capitalizzare e tradurre in risultati concreti le attività di sviluppo del settore e le campagne di divulgazione avviate di recente.

Al centro di questa visione si colloca la transizione del settore verso una illuminazione concepita come infrastruttura digitale interconnessa.

Assil riconferma il proprio impegno centrale sui tavoli normativi e di certificazione nazionali e internazionali (CEI, Cenelec, IEC, UNI, CEN, ISO, UL) e nei Working Groups di Lighting Europe.

Per la presidenza Comandini, è fondamentale che la qualità tecnologica e le istanze della manifattura italiana – secondo polo produttivo UE – ottengano adeguata rilevanza in Europa attraverso azioni di rappresentanza condivise con i principali partner continentali, difendendo la qualità dei nostri prodotti dalla concorrenza sleale e tutelando allo stesso tempo le specificità e le esigenze delle piccole e medie imprese.

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